Whakaari/White Island: viaggio nel vulcano al largo della Nuova Zelanda
Whakaari, noto anche con il nome inglese White Island, è una piccola isola vulcanica nella Bay of Plenty al largo dell'Isola del Nord neozelandese. È l'unico vulcano attualmente attivo del paese che eruttа da una vera isola e il più continuamente attivo dell'intero territorio. Per decenni è stata aperta al turismo. Dopo il disastro del 2019 quell'epoca è finita.
Un vulcano sottomarino emerso
Whakaari è la cima emersa di uno stratovulcano sottomarino molto più vasto, sull'arco vulcanico di Taupō, che corre da White Island a sud per Rotorua, Taupō e Tongariro. Gran parte del vulcano è sott'acqua. Solo il complesso centrale dei crateri perfora la superficie — un ferro di cavallo di scogliere intorno a un fondo cratere giallo di zolfo.
Laghi acidi e fumarole
Dentro il cratere, un lago acido si forma e scompare nel corso di anni e decenni a seconda di piogge, attività eruttiva e flusso idrotermale. Le fumarole rilasciano anidride solforosa e acido solfidrico. Cristalli gialli di zolfo crescono in una notte intorno alle bocche. L'intero paesaggio sembra alieno — spoglio, caldo, chimicamente aggressivo.
Una lunga storia di eruzioni
L'osservazione europea inizia nel 1820, ma l'isola è attiva da almeno 150.000 anni. Le eruzioni del 1914 uccisero dieci minatori di zolfo nel cratere. L'estrazione continuò a intermittenza fino al 1933. Dagli anni '70 al decennio del 2010 il vulcano ha prodotto un quadro continuo di piccole eruzioni, emissioni di cenere ed esplosioni di vapore occasionali.
Il disastro del 2019
Il 9 dicembre 2019 un'improvvisa esplosione spinta dal vapore spinse cenere e gas surriscaldati sul fondo del cratere mentre 47 turisti e guide vi si trovavano. Ventidue morirono e gli altri restarono gravemente ustionati. Il disastro pose fine alle visite commerciali sull'isola. Le autorità neozelandesi e australiane avviarono anche procedimenti penali contro gli operatori.
Rischio ed etica del turismo
Le morti del 2019 hanno riaperto una domanda difficile sul turismo vulcanico: quanto rischio è accettabile su una bocca attiva monitorata ma mai del tutto prevedibile? Whakaari era in allerta elevata nelle settimane precedenti. Le evoluzioni legislative successive in Nuova Zelanda hanno reso queste escursioni molto più difficili da operare, su Whakaari come altrove.
Proprietà e visitatori oggi
Whakaari è proprietà privata, della famiglia Buttle dagli anni '30, in affitto al governo neozelandese come riserva paesaggistica. Gli sbarchi diretti non sono più offerti al pubblico; sorvoli in elicottero e gite in barca al largo danno una vista esterna, con il cratere attivo visibile dall'alto.
Monitoraggio dalla terraferma
GNS Science gestisce un programma di monitoraggio continuo con sismometri, telecamere, sensori di gas e dati satellitari. I bollettini di allerta vengono pubblicati ad ogni cambiamento di condizioni. Whakaari è anche un sito di ricerca per capire le piccole, letali eruzioni freatiche, che danno il preavviso più breve di qualunque attività vulcanica.
Perché Whakaari conta
Whakaari è una finestra sulla geologia del rift di Taupō, un caso da manuale per il rischio freatico e un esempio tragico di come l'economia turistica possa superare il giudizio sulla sicurezza. È anche un'isola straordinaria e bella che pochi rivedranno mai da vicino.
Sulla mappa
Apri la mappa e cerca Whakaari a circa 50 chilometri a nord di Whakatāne, nella Bay of Plenty. La zona vulcanica di Taupō si estende verso sud-ovest fino al Parco Nazionale di Tongariro.