Monte Fuji: viaggio nello stratovulcano simbolo del Giappone
Il Monte Fuji è una di quelle poche montagne il cui profilo è diventato la scorciatoia visiva di un intero paese. Il suo cono di 3.776 metri si trova all'incrocio di tre placche tettoniche — pacifica, filippina ed eurasiatica — ed è il più giovane di tre edifici sovrapposti che hanno costruito e ricostruito la vetta nel corso di centinaia di migliaia di anni.
Un cono giovane su fondamenta antiche
Il Fuji che vediamo oggi è il « Nuovo Fuji », cresciuto da circa 10.000 anni fa sopra gli edifici più antichi del Komitake e del Ko-Fuji. La forma simmetrica deriva da una lunga serie di eruzioni basaltico-andesitiche che hanno sepolto le strutture precedenti sotto lava e tefra freschi. Nelle giornate limpide la linea ininterrotta dalla base alla vetta è inconfondibile.
L'eruzione di Hōei nel 1707
L'ultima eruzione del Fuji inizia il 16 dicembre 1707 e dura circa due settimane. Non vi sono colate, ma una grande colonna di cenere cade su Edo (Tokyo), e sul fianco sudest si apre un nuovo cratere — il cratere Hōei — ancora ben visibile dall'aria e lungo il sentiero Subashiri.
Trecento anni di silenzio
Dal 1707 il Fuji non è più entrato in eruzione. Il comitato giapponese per la previsione vulcanica lo considera comunque attivo; la revisione delle mappe di pericolo del 2021 ha ampliato sensibilmente le traiettorie di colata modellate, integrando nuove stime di portata. Nessun allarme imminente — ma il silenzio non è una garanzia.
Yamanashi e Shizuoka
Il Fuji sta a cavallo fra Yamanashi a nord e Shizuoka a sud. I Cinque Laghi del Fuji (Yamanaka, Kawaguchi, Sai, Shōji, Motosu) occupano depressioni scavate da antiche colate; sono i primi piani fotografici classici. A sud, la caldera di Hakone e la penisola di Izu chiudono il paesaggio vulcanico.
La stagione delle ascensioni
Il Fuji è una delle montagne più scalate al mondo. La stagione ufficiale va dall'inizio di luglio all'inizio di settembre. Quattro percorsi — Yoshida, Subashiri, Gotemba e Fujinomiya — portano al bordo del cratere. Molti partono a fine pomeriggio, dormono in un rifugio della parte alta e raggiungono la cima per l'alba (goraikō).
Nell'arte e nella cultura
Il Fuji è stato dipinto, scritto e fotografato più di quasi ogni altra montagna. Le « Trentasei vedute » di Hokusai e le stampe di Hiroshige ne hanno fissato il vocabolario visivo. L'UNESCO lo ha iscritto come bene culturale — non naturale — in virtù del ruolo ispiratore più che della geologia.
Monitoraggio e previsione
L'Agenzia Meteorologica del Giappone assicura sorveglianza continua con sismometri, GPS, inclinometri e strumenti per i gas. Il terremoto del Tōhoku del 2011 ha prodotto variazioni di sforzo misurabili nell'edificio, e i piccoli sciami sismici comparsi da allora vengono analizzati con cura; finora nulla ha suggerito un'eruzione imminente.
Perché il Fuji conta
Il Fuji è il cono che, nell'immaginario collettivo, definisce l'aspetto di uno stratovulcano. È anche un laboratorio per capire come un vulcano tranquillo nel cortile di una megalopoli invecchi fra un'eruzione e l'altra — e come si preparerebbero 35 milioni di persone al giorno in cui smetterà di esserlo.
Sulla mappa
Apri la mappa e individua il Fuji a circa 100 chilometri a sudovest di Tokyo, dove le placche pacifica e filippina si tuffano sotto l'eurasiatica. L'arco vulcanico di Izu prosegue a sud attraverso le isole di Ōshima, Miyakejima e Hachijōjima.